L’Encierro di Pamplona

Salve a tutti.
In questi giorni a Pamplona si festeggia San Firmino che è il patrono della città. Così dal 6 al 14 Luglio si festeggia con il loro solito divertimento: la Corrida. In realtà la Corrida vera e propria è solo la parte finale della manifestazione. Quello che attrae di più la popolazione spagnola (e il resto del mondo) è l’Encierro, ossia la corsa per le strade cittadine inseguiti dai tori. Ho trovato sulla solita Wikipedia una descrizione approfondita di tutta la festa e come al solito ne pubblico qui un pezzetto. Chi volesse leggere tutto, troverà in fondo all’articolo il link alla pagina di Wikipedia. Inoltre, sempre alla fine dell’articolo, troverete un paio di divertenti filmati di questa pazza corsa.

Origini

La festa nacque nel medioevo come fiera commerciale e festa secolare, usando per questo evento le date di feste religiose cristiane, che a sua volta usavano date di origine più antica come quelle del paganesimo basco e latino. All’inizio del secolo XIII si celebravano delle ferie commerciali dopo la notte di San Giovanni, tra i giorni 23 e 24 di Giugno, che coincidevano con l’inizio dell’estate. A questa festività seguiva quella di San Pietro e successivamente quella di Santiago, il 25 di Luglio, giusto un mese dopo; tra queste, San Firmino.

Dato che le feste erano luogo di incontro di mercanti allevatori dei municipi vicini, erano anche un pretesto per festeggiare e cominciarono ad organizzarsi corride come parte della tradizione.

Così nacquero verso la fine del secolo XVI qualcosa che si può considerare come i primi Sanfermines. C’è un’altra data imparentata alla fine dell’estate, il 10 di Ottobre, giorno nel quale si organizza una festa a Pamplona della durata di sette giorni, dall’ anno 1324, in onore del re Carlos I di Navarra e IV di Francia. Nel 1381 per ordine del re Carlos II di Navarra, passò ad essere zona franca, coincidendo con le festività religiose del tempo. Queste due ferie e feste, all’inizio ed alla fine dell’estate, si unificarono per approfittare del miglior clima, iniziando il settimo giorno del settimo mese: il 7 di Luglio. Sebbene ancora oggi, verso la fine dell’estate, si celebrino i navarri “sanfermines txikis” (piccoli sanfermines).

Sta di fatto che il comune di allora celebró una festa già nelle nuove date, il 7 Luglio del 1591, con il seguente programma:

– Discorso d’apertura delle feste, molto cerimoniale.
– Torneo con lance nella attuale piazza del Castello.
– Teatro : “Commedia e tragedia dell’autoironico San Firmino”.
– Danze, processione per le strade, etc.

Il giorno seguente si celebró una corrida di tori.

Passarono secoli senza grandi stravolgimenti fino a quando, verso il 1950, i cambiamenti subirono un’accelerazione. In primo luogo, per l’incremento del tenore di vita. Il paese (Pamplona aveva allora ventimila abitanti) si riuniva nella Plaza Consistorial, la piazza del munucipio, per arrivare alla chiesa di San Lorenzo, dove nella cappella di San Firmino si celebravano i vespri, la sera del 6 Luglio. Dopo la messa, la popolazione e le autorità tornavano alla chiesa del paese, passando da Calle Mayor.

A partire da quell’anno, i Sanfermines si evolsero tanto come la società. Hanno perso molto della componente religiosa, sebbene la processione continui ad esistere e presenti alcuni momenti particolarmente viscerali, come la jota che si canta al Santo nella piazzetta del consiglio o l’Agur jaunak interpretato in suo onore nel luogo, di fronte alla chiesa di San Cernin nella quale si dice che fu battezzato. Il riau-riau, canto con il quale la gente, sulle note del Valzer di Astrain, ritardava il più possibile il cammino dalla Casa Consistorial alla chiesa di San Lorenzo, per celebrare qui i vespri del santo, è dovuto esser sospeso perché negli ultimi anni era stato teatro di proteste e disturbi. Recentemente si sta tornando a festeggiare – originariamente, per iniziativa di gruppi di pensionati – sebbene senza la municipalità ufficiale.

L’encierro [modifica]

Terzo encierro del 2005 al passaggio per la piazza del municipio. I buoi che guidano i tori

Terzo encierro del 2005 al passaggio per la piazza del municipio. I buoi che guidano i tori

Cordone della polizia municipale negli attimi prima della corsa; tratto iniziale

Cordone della polizia municipale negli attimi prima della corsa; tratto iniziale

La polizia svuota tratti della strada teatro della corsa per la pulizia del fondo stradale

La polizia svuota tratti della strada teatro della corsa per la pulizia del fondo stradale

Nella plaza de toros si gioca con i giovani tori

Nella plaza de toros si gioca con i giovani tori

Ogni anno le strade di Pamplona si riempono di migliaia di persone armate di coraggio, disposte a correre davanti ai tori. Abitanti della città, corridori esperti, insieme a migliaia di turisti di ogni parte del mondo si preparano a condurre i tori dal recinto dove hanno passato la notte fino alla plaza de toros: 825 metri di viette lastricate, che vengono percorse in un tempo dai tre ai quattro minuti. Alcuni sono raggiunti dai tori e può capitare che vengano feriti da cornate o calpestate o schiacciate dai tori. Il pericolo viene principalmente dal disattendere le indicazioni molto ben conosciute dagli esperti o dal correre senza essere nelle giuste condizioni, dato che molti, turisti e non, si apprestanto a correre senza aver dormito, alcuni dopo aver passato la notte tra bevute interminabili. Comunque, con la quantità di gente presente sono aumentati i rischi anche per i corridori più esperti. In realtà sono pochi quelli che, a colpi di giornale, guidano i tori; la maggior parte dei corridori, specie gli esordienti, corrono a una certa distanza. Ogni giorno la corsa è ripresa e trasmessa in diretta dal primo canale della televisione nazionale TVE.

Origini [modifica]

L’ origine medioevale è dovuta ai pastori navarri che portavano i tori dalle praterie della Navarra fino alla plaza mayor, che faceva da antecedente alla plaza de toros. Trascorrevano la notte precedente la corrida accampati vicino alla città, e all’alba entravano circondati dai tori e accompagnati da gente che. a cavallo o a piedi, aiutava con pali e grida a chiuderli nei recinti all’aperto. Con il passare del tempo, verso la fine del secolo XIX, si passò da correre dietro di essi per aiutare a rinchiuderli, a correre davanti, e il tutto cominciò a convertirsi in costume popolare.

Fonte: Wikipedia


L’Encierro di Pamplonaultima modifica: 2008-07-10T07:15:00+00:00da realsanpiero
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